#Governo: Mattarella dà incarico a Conte che accetta con riserva

Politica
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In mattinata nuovo faccia a faccia tra i due leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio prima della convocazione. Un incontro durato circa un’ora. Sempre in mattinata su espressa domanda della Presidenza della Repubblica, i due hanno confermato la proposta di conferimento dell’incarico per la formazione del governo al professor Giuseppe Conte.

Una volta completata la partita dell’incarico si apre, però, quella della formazione del governo. La composizione della lista dei ministeri è infatti ancora un rebus. Certamente Conte e Mattarella dovranno lavorare in stretto contatto per definire una squadra che appare largamente già costruita all’esterno da Lega e Movimento Cinque stelle. Prevedibile che ora il capo dello Stato darà corpo e pesa alle sottolineature espresse nelle scorse settimane. Paletti chiari piantati dal Colle sulla politica estera, il rispetto dei Trattati, anche economici, e degli accordi internazionali. Temi fondamentali che impattano principalmente su tre ministeri: Esteri, Difesa e Economia.

E proprio sull’Economia si annuncia battaglia: la Lega insiste sul nome di Paolo Savona, economista esperto e capace che però da anni ha virato su posizioni fortemente critiche su Unione e Euro. Ecco perchè l’incontro tra il presidente e Giuseppe Conte diventa sostanziale e non formale. Si tratta del primo contatto tra i due e Mattarella vorrà sondare la determinazione del giurista a osservare i principi sanciti dalla Costituzione.

LA QUESTIONE DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA – CHI E’ PAOLO SAVONA

Il “no” del Colle a Savona all’Economia? “Non mi risulta che ci siano veti su nessuno, se è una colpa aver detto che alcune scelte dell’Ue sono contro l’interesse nazionale quello è un merito”, ha detto Matteo Salvini arrivando ai gruppi della Camera. Sui nomi “aspettiamo ma ciò che mi interesse è che non ci possono essere veti su persone che mettono al centro gli interessi degli italiani”.

“Oggi comincia la terza Repubblica, ve l’avevo detto, l’avevo promesso”, ha detto Di Maio commentando la convocazione di Giuseppe Conte al Quirinale. “Ovviamente il presidente decide ma se è stato convocato….”, ha aggiunto. “Ha tenuto tutto l’impianto – ha detto Di Maio – anche se sui ministri chi decide è il premier incaricato”. “Un passo avanti lo fanno i cittadini un passo indietro i politici: ma Giuseppe Conte sarà un presidente del Consiglio incaricato politico”.

“Soddisfazione in casa Lega per la convocazione di Conte dal presidente della Repubblica. Pronti a partire”. E’ quanto si legge in una nota della Lega.

Polemiche invece per le parole di Alessandro Di Battista prima della convocazione di Conte da parte di Mattarella. “Il presidente Mattarella – ha scritto su Fb – per giorni ha insistito sull’urgenza di formare un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ebbene, finalmente, una maggioranza si è formata” per “un governo capace di ristabilire un principio sacrosanto in democrazia: il primato della politica sulla finanza. Mi rendo conto che ristabilire questo principio possa far paura a qualcuno, ma non dovrebbe intimorire chi ha l’onore di rappresentare l’unità nazionale”. Durissimo anche un post del padre dell’ex parlamentare M5s.

A difesa dell’operato del capo dello Stato scende in campo il presidente della Camera Roberto Fico. “Il presidente Mattarella – sottolinea – sta svolgendo il proprio ruolo in maniera inappuntabile. È garante assoluto della nostra Carta e lo ha dimostrato inequivocabilmente in queste settimane, agendo in modo accorto e imparziale”.